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06.06.2021

Cervicalgia e trattamento manipolativo osteopatico

Il trattamento manipolativo osteopatico è efficace per migliorare dolore, disabilità, postura e mobilità del collo.

Cervicalgia e trattamento manipolativo osteopatico
Picture of Dott. Paolo Zoppas

Dott. Paolo Zoppas

Fisioterapista dal 1994, Osteopata dal 2004 e docente presso l’Istituto Europeo per la Formazione in Osteopatia (EIOM) dal 2006. Oggi aiuto i miei pazienti a recuperare il proprio equilibrio e ritrovare il benessere.
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Dott. Paolo Zoppas

Fisioterapista dal 1994, Osteopata dal 2004 e docente presso l’Istituto Europeo per la Formazione in Osteopatia (EIOM) dal 2006. Oggi aiuto i miei pazienti a recuperare il proprio equilibrio e ritrovare il benessere.

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Cos’è la regione cervicale?

La regione cervicale è un’area tra il cranio e il torace costituita da vie vascolari, muscoloscheletriche e neurali.

È un’area comune di lesioni e disfunzioni somatiche, con conseguente dolore e perdita di mobilità. 

Comprendere l’approccio diagnostico e il trattamento della disfunzione somatica spinale cervicale è un punto cardine della medicina manuale. La disfunzione può verificarsi in una o più sedi anatomiche: l’articolazione atlo-occipitale, l’articolazione atlo-assiale, la muscolatura paraspinale o una qualsiasi delle articolazioni vertebrali cervicali. 

Il trattamento manuale osteopatico (OMT) è ampiamente utilizzato per il trattamento del dolore al collo e di altri dolori muscoloscheletrici. Esso può includere le tecniche di rilascio miofasciale, a energia muscolare, di strain-counter strain e le tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA) (Elder & Tishkowski, 2020).

Cervicalgia come condizione multifattoriale

La cervicalgia viene definita in letteratura come un dolore localizzato nella regione del collo, posteriormente tra la linea nucale superiore e il margine superiore delle scapole, lateralmente tra il margine clavicolare superiore e il processo mastoideo dell’osso temporale, anteriormente tra l’incavo soprasternale e il mento (Guzman et al., 2008).

La cervicalgia è una condizione multifattoriale dipendente da fattori non modificabili (età, sesso, familiarità, eventi traumatici) e modificabili (posturali, comportamentali, professionali e psico-sociali).

Nella maggioranza dei casi, infatti, un fattore eziologico univoco non è evidenziabile e si tende a definire la cervicalgia come aspecifica, comprendendo componenti infiammatorie, muscolari, meccaniche, posturali e neurologiche. (Monticone et al., 2012).

Il dolore cronico aspecifico al collo (CNSNP) non è dovuto a patologie organiche e ha una base patologica sconosciuta come causa sottostante. La CNSNP si riferisce anche ad alterazioni della cinestesia e del sistema propriocettivo, come disturbi della stabilità posturale e deficit di senso della posizione articolare (de Vries et al., 2015).

Secondo la revisione sistematica di Ruhe, Fejer & Walker, (2011) il dolore al collo aspecifico e il disturbo associato al colpo di frusta mostrano instabilità posturale con maggiori escursioni del centro di pressione (COP).

È stato anche dimostrato che il dolore muscolare al collo altera in modo significativo l’equilibrio in piedi, suggerendo la necessità di una funzione neuromuscolare intatta per il mantenimento di una postura eretta. (Vuillerme and Pinsault, 2008).

Una delle principali cause di disabilità

La cervicalgia è una delle principali cause di disabilità nel mondo, tuttavia la quantità di ricerca dedicata al trattamento è relativamente bassa.

Penso che per un osteopata sia importante chiedere al paziente quale sia il suo grado di dolore e disabilità per sapere come lui si stia vivendo la sua sofferenza e creare un rapporto fondato sulla comprensione e sull’empatia.

Per esempio, come si è potuto osservare negli studi di Groisman et al., che risponde ai bisogni dei pazienti interessandosi dei loro dolori e della disabilità, mentre uno studio come quello di Gómez et al. valuta solo la funzionalità del corpo.

Cosa può fare l’osteopatia?

Il trattamento manipolativo osteopatico è efficace per migliorare dolore, disabilità, postura e mobilità rotazionale del collo.

Per questo motivo è importante che gli osteopati influenzino le altre figure sanitarie e mediche per incentivare una soluzione che in alcuni casi permette di evitare opzioni più aggressive per la cura del paziente.

Pertanto, gli osteopati dovrebbero comunicare di più con le altre figure sanitarie, fare più ricerca e pubblicare articoli che illustrino i benefici del trattamento manipolativo osteopatico, in modo che l’ambiente sanitario sia più incline a indirizzare i pazienti alla terapia migliore. Attraverso l’uso di un più saldo rapporto di comunicazione interprofessionale, si possono prevenire esiti insoddisfacenti e migliorare la cura dei pazienti.

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