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11.07.2023

Sindrome Radicolare: tra medicina tradizionale e terapia manuale

La terapia manuale per il trattamento della radicolopatia offre un valido aiuto alla medicina tradizionale migliorando il benessere del paziente.

Sindrome Radicolare
Picture of Dott. Paolo Zoppas

Dott. Paolo Zoppas

Fisioterapista dal 1994, Osteopata dal 2004 e docente presso l’Istituto Europeo per la Formazione in Osteopatia (EIOM) dal 2006. Oggi aiuto i miei pazienti a recuperare il proprio equilibrio e ritrovare il benessere.
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Dott. Paolo Zoppas

Fisioterapista dal 1994, Osteopata dal 2004 e docente presso l’Istituto Europeo per la Formazione in Osteopatia (EIOM) dal 2006. Oggi aiuto i miei pazienti a recuperare il proprio equilibrio e ritrovare il benessere.

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Cos’è la radicolopatia?

La radicolopatia è una condizione clinica che deriva dalla compressione o irritazione di una o più radici spinali. Può essere causata da molteplici fattori ma fra i più comuni vi sono l’ernia discale e/o la presenza di osteofiti.

Si manifesta con alterazione o perdita della sensibilità e, nei casi più gravi, deficit motori.

L’incidenza della radicolopatia lombare è superiore a quella cervicale: in media dal 3 al 5% degli adulti manifesterà sintomi nel corso della vita. Il trattamento conservativo come l’uso di esercizi e la manipolazione sembrano essere una valida alternativa in assenza di sintomi clinici di “red flags” rispetto all’operazione chirurgica.

Il trattamento conservativo

Il trattamento conservativo della radicolopatia è il primo passo più appropriato in assenza di sintomi clinici di “red flags” (Alexander e Varacallo, 2022).

Esso prevede l’uso di esercizi, il rilassamento, il calore superficiale, l’immobilizzazione, la terapia fisica, la manipolazione, la trazione, l’agopuntura, gli ultrasuoni, l’uso di farmaci e l’iniezione di farmaci steroidi (Caridi et al.,2011).

Per ridurre la sintomatologia dolorosa vengono usati farmaci come FANS, paracetamolo e, nei casi più gravi, oppiacei. I sintomi radicolari sono spesso trattati con agenti neurolettici (Alexander e Varacallo, 2022).

I miorilassanti e le benzodiazepine non sono invece efficaci nei pazienti con sospetta compressione della radice nervosa (Dydyk et al., 2021).

Il trattamento chirurgico

L’opzione chirurgica dovrebbe essere presa in considerazione fino a quando non sono trascorse almeno sei settimane dall’insorgenza dei sintomi (Dydyk et al., 2021).

Nei casi più gravi come la manifestazione di deficit neurologici progressivi, segni di mielopatia, fratture o altri segni di instabilità cervicale o lesione legamentosa è richiesto un intervento chirurgico precoce (Iyer e Kim, 2016).

La terapia manuale

La terapia manuale è un tipo di trattamento che consiste nell’applicazione di svariate tecniche come manipolazione, mobilizzazione e trazione, con lo scopo di migliorare l’estensibilità dei tessuti, aumentare il movimento, indurre il rilassamento e modulare il dolore.

Questo tipo di trattamento viene effettuato da figure specializzate come chiropratici, osteopati e fisioterapisti (Young e Argáez, 2020).

L’aiuto dell’osteopatia

La Medicina Osteopatica è stata fondata in America dalle idee e dagli studi del Dr. A. T. Still alla fine del 1800 (Bordoni e Pellegrini, 2022).

È una terapia manuale olistica che mira a migliorare la funzione dell’intero corpo e non della sola parte dove si manifesta il sintomo (Franke et al., 2014).

I quattro principi chiave dell’osteopatia sono: il corpo umano possiede meccanismi di autoregolazione di natura autocurativa, il corpo umano è un’unità dinamica e funzionale il cui stato di salute è influenzato dal corpo e dalla mente, struttura e funzione sono correlati a tutti i livelli, il trattamento razionale si basa su tali principi. Oggi però l’approccio valutativo e manuale di trattamento può essere sviluppato a partire dai cinque modelli osteopatici che ampliano i principi originari e sono: biomeccanico-strutturale; respiratorio-circolatorio; neurologico; metabolico-nutrizionale; comportamentale-biopsicosociale (Bordoni e Pellegrini, 2022).

L’obiettivo dell’approccio osteopatico è dunque quello di ripristinare la funzione corporea agendo sulla disfunzione somatica, ad esempio e promuovere una buona qualità della vita e non necessariamente ridurre l’intensità del dolore.

La disfunzione somatica indica l’alterata funzionalità del sistema corporeo ossia struttura scheletrica, viscerale e relativi elementi vascolari, linfatici e neurali.

Essa si manifesta con asimmetria, range di movimento ridotto, alterazione della trama tissutale e dolorabilità (Licciardone et at., 2020).

Conclusione

L’approccio chirurgico sembra dare ottimi risultati per il trattamento della radicolopatia cervicale o lombare rispetto all’assunzione di farmaci steroidei i quali hanno dimostrato avere un effetto modesto a breve termine sulla disabilità ma nessun miglioramento sul dolore.

Sebbene siano necessari ulteriori studi scientifici di qualità metodologica più elevata (per esempio aventi un campione di studio più consistente o un follow up più esteso) e nonostante vi siano pareri contrastanti sulla maggiore efficacia nella riduzione dei sintomi da parte del trattamento manipolativo rispetto ad un approccio più invasivo, sembra che la terapia manuale per il trattamento della radicolopatia cervicale o lombare rappresenti un valido aiuto alla medicina tradizionale per quanto riguarda il miglioramento di dolore, ROM e funzionalità del rachide cervicale e lombare.

In particolare, la tecnica di trazione, in combinazione con altre, sembra dare i risultati migliori.

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